Succede che un giorno scopre i collegamenti ipertestuali e pensa di usarli così, in una sua storia...un po' strampalata ma tant'è, a 10 anni sta sperimentando :)

C’erano una volta e ci sono ancora i cip. Un giorno un cip decise di rendersi diverso dandosi come nome “Gioco”. Il cip Gioco volle fare qualcosa per far divertire i bambini e anche tutti suoi amici cip. Cercò di fare molte di queste “cose” e mentre cercava di costruirle pensò che quando le avrebbe vendute avrebbe dovuto chiamarle in qualche modo: decise di chiamarle come lui e dato che ne avrebbe fatte tante il nome glielo diede al plurale ovvero “Giochi” . Dopo aver deciso il nome si rimise a inventare ma prova e riprova gli veniva sempre un pasticcio. Allora chiese aiuto ai suoi amici ma anche loro non avevano idea di cosa fare e sospesero il lavoro per anni e anni finchè un giorno a scuola la loro maestra disse loro cosa erano veramente i cip. Spiegò che erano una tecnologia creata per essere unita e a seconda dei vari cip creare qualcosa e allora Gioco disse: “Ah, è a questo che noi serviamo!” “Sì - disse la maestra - ma sta attento perchè se arriva un virus quello ti può fare seri danni”. Quando Gioco tornò a casa disse alla sua mamma che sarebbe andato nel laboratorio per riprendere la sua vecchia invenzione. La mamma si sorprese ma tacque. Gioco chiamò i suoi amici e fece delle modifiche a loro e a se stesso, poi unirono tutte le loro forze e idearono un gioco poi un altro e un altro ancora così fino a quando non si stancarono: riuscirono a liberarsi di tutti i virus che erano entrati e crearono un aggeggio per far funzionare i loro giochi. Questi in realtà erano dei video in parte e li chiamarono videogiochi. Quell’ aggeggio lo chiamarono computer e ogni settimana due volte al giorno crearono altri giochi però consigliarono a tutti di non starci troppo davanti perchè avrebbe potuto far male alla salute.
Clicca qui per vedere uno dei giochi che mi piace di più.
E questo è un altro.
E questo è l’ultimo

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