
Venerdì 2 luglio ho partecipato a Venezia al barcamp de La Scuola che funziona. Al seguito di Luca Piergiovanni che ha presentato il suo progetto di Chocolat 3B e con la curiosità di conoscere da vicino questa realtà di insegnanti che credono nella scuola e vi investono tanto per 'farla funzionare'; farla funzionare nonostante le difficoltà che, spesso, politiche scolastiche rispondenti a criteri economici più che pedagogici, creano anzichè rimuovere.In una cornice particolare quale quella dei vecchi capannoni dell'Arsenale di Venezia, dove si costruivano le navi e le cui mura trasudano ancora delle fatiche di chi vi ha consumato una vita, si è parlato di buone pratiche scolastiche: Chocolat 3B, la blogoclasse di Andreas, Parolefantasiose, 3tTesseretantitesti...esperienze di innovazione e di attenzione per la scuola e per gli studenti. Andreas ha presentato il Manifesto degli insegnanti, ha citato Herman Hesse e Pennac accomunandosi a quest'ultimo nell'esperienza scolastica di 'studentaccio'! Ecco sì, studentacci per un certo tipo di scuola! Vi aggiungo un altro 'studentaccio' modello: il mio Simone che a 13 anni e mezzo ha concluso il suo (e mio) piccolo calvario di scuola media uscendone per un soffio dopo tre anni di lezioni sofferte/subite, compiti non eseguiti e, per non correre il rischio, neanche scritti sul diario e rincorse materne al recupero di quanto assegnato...un tira e molla di rimproveri, castighi, prove di fiducia e via dicendo. Un fratello al liceo classico, una madre maestra e universitaria, un Simone che con la scuola ha sempre avuto un pessimo rapporto: piccoli bullismi subiti ma non tollerati con l'accento posto poi sulle sue reazioni e non sulle provocazioni...situazione che non gli ha fatto instaurare un rapporto di stima con gli insegnanti preoccupati di gestire la sua 'aggressività' più che ricercarne le cause, emerse poi con l'aiuto del pedagogista scolastico ma...non sufficienti a riconsiderare un parere ormai già pronunciato. E così Simone si allontana sempre più dalla scuola, non ci crede e non vi investe! Questa è stata una scuola che non ha funzionato un gran che...speriamo nella prossima...con maggiore attenzione anche da parte della famiglia nel capire che, non è sempre colpa di Simone ma, come dice Pennac...la scuola la fanno gli insegnanti...bisogna sperare che qualcuno riesca a ripescare anche gli 'studentacci' che in realtà sono una risorsa se stimolano qualche riflessione! Anche questo sarebbe indice di una Scuola che funziona.
ah che ricordi, cara Monica
RispondiEliminache intreccio
proprio fra pochi giorni ti devo far da relatore di tesi ricordando quanto la storia del tuo Simone sia simile alla mia, di quando fui alle medie, figlio del dottore del paese all'improvviso inspiegabilmente discolo
tre volte fui sospeso dalle lezioni per rocambolesche intemperanze
ma ricordo, eccome se ricordo
le intemperanze, certo deprecabili, nascevano con insegnanti, talvolta meri impiegati, talvolta casi umani a loro volta che non avrebbero dovuto esser lì, che era impossibile rispettare
perché da così giovani il rispetto è una cosa animale, l'insegnante lo deve emanare, non ci sono scorciatoie
e lo emana con l'affetto per i ragazzi e la passione per quello che sta facendo
allo stesso tempo in quegli anni vi furono insegnanti che amai e dalle cui labbra io pendevo
grazie a
RispondiEliminaCarissima Monica, voglio solo esprimerti la mia grandissima stima.
RispondiEliminaLella